Ai nostri padri esempi di coraggio.

Oggi, per la ricorrenza della Festa del Papà, Second Generations vuole riservare un pensiero speciale a tutti i papà dei nostri lettori e coloro che lo sono a loro volta! Padri che incontrando tante difficoltà, che soffrono la nostalgia di casa, e che hanno resistito per noi e insieme a noi. Genitori ai quali saremo per sempre grati per le persone che ci permettono di essere e per influenzare quelle che diventeremo.

Molte volte avrei voluto che in quello scorrere repentino del tempo, mio padre fosse rimasto un po’ più con me. Che avessimo festeggiato insieme qualche compleanno in più, ma non tramite una telefonata, perché costretto a lavorare lontano dalla famiglia. Ho iniziato ad odiare i lunedì perché, alle prime ore dell’alba di ogni lunedì, mio padre veniva a darmi un bacio in fronte mentre ancora dormivo e poi andava via. Io, nella mia ingenuità, pensavo che mi stesse lasciando e aspettavo che ritornasse il prima possibile.

Anche mio padre, a sua volta è cresciuto vedendo suo papà partire, dal Belgio alla Germania, senza sapere quando sarebbe tornato. Poco più che adolescenti i suoi fratelli hanno dovuto fare gli uomini di casa fino a quando, anche a loro, non è toccato il turno di prendere e partire in terre straniere. Ci siamo lasciati troppo presto per poter chiedere a mio padre come viveva la costante separazione dalle persone che amava.

Alcune famiglie più di altre sanno già che saranno obbligate a disperdersi nella vastità del mondo. Si abituano all’idea che i propri famigliari metteranno radici, destino che, seppur con storie diverse, ci lega con chi legge. A volte, il posto da cui provieni cerca di scrivere il tuo destino per te, prima ancora che tu possa capire come muoverti nel mondo. Può dipendere da una questione economica o dal fatto che il tuo paese non ti dia la possibilità di crescere.

In uno dei suoi testi, Davide Shorty, cantante siciliano dice così: “It could be dramatic but the need is more than panic.”- può essere drammatico ma il bisogno è più grande del panico. Questo sentimento ha accompagnato la mia e molte altre famiglie in un viaggio di speranza verso una meta sconosciuta, un viaggio non solo per sé stessi ma anche per chi rimane e che ha bisogno di una mano.

Siamo cresciuti con i racconti dei nostri padri che nel coraggio della giovinezza hanno preso treni, aerei, navi senza una vero e proprio posto nel quale riuscivano a vedersi, ma con la necessità di dover andare via dal loro. Li abbiamo visti abbracciare le loro madri, i loro fratelli e sorelle con lo sguardo incerto e consapevole di chi non sa quando si potrà riabbracciare. Quando cresci in una famiglia dove gli amici di mamma e papà diventano gli unici zii vicini, capisci la solitudine che in fondo portano nel cuore i tuoi genitori, che cercano il calore famigliare di cui tutti, giovani o anziani, abbiamo bisogno.

Mio padre spesso mi diceva: “Pupidda mia, ogni posto nel mondo potrà diventare casa tua fino a quando saprai trovare la strada per tornare a casa.

Coloro che hanno la consapevolezza di chi sono e da dove vengono, sapranno superare le intemperie del mondo esterno perché in ciò che non conoscono, più di quanto credono, riusciranno a trovare qualcosa che li ricondurrà alle proprie radici, li porterà a casa; potrà essere nella vastità dell’oceano, nel fruscio degli alberi nella foresta o tra le risate dei bambini che giocano per strada.  L’ignoto può spaventare ma non è ciò che ci da insegnamenti più di ogni altra cosa? Guardiamo i nostri padri, il loro cammino, gli errori che hanno commesso e come siano riusciti ad affrontare quella maledetta paura spinti dall’amore e dalla volontà di far star bene sé stessi e chi amano per riuscire a superare le difficoltà che incontriamo in questo cammino che è la vita. Considerando noi stessi il dono per tutti quei sacrifici, sogni e speranze che chi ci ha dato la vita, ha coltivato.

Questo post lo dedico a mio nonno Domenico, ai miei zii i quali mi hanno trasmesso l’amore per la famiglia che non conosce distanze. Un amore che va oltre la vastità delle Alpi o la profondità degli oceani. Più di tutti lo dedico a mio papà che mi ha insegnato ad andare consapevole che il suo amore mi avrebbe accompagnato ovunque.

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