Conoscere, Connettere, Creare è il motto che ha ispirato Vado in Africa, la più grande community imprenditoriale tra Africa e Italia.
Martino Ghielmi è il suo fondatore. Con il suo sorriso timido e l’aspetto gentile, ha contribuito, nel suo piccolo, a riscattare la reputazione dell’Africa ai nostri occhi. Perché il continente nero non si limita a ciò che vediamo al telegiornale o negli spot a scopo umanitario. Martino Ghielmi ci ha vissuto, ci ha lavorato e ha ci ha fondato l’impresa della vita.
Tutto nacque su un campo di atletica. Bazzicava ancora tra le aule universitarie quando, appassionato di atletica leggera, Martino si chiede cosa renda i maratoneti keniani così eccellenti. Una curiosità soddisfatta presto: nel 2006, a soli ventun anni, parte per Nairobi per saperne di più.
“Un viaggio che smonta i miei ultimi sogni di gloria sportiva, aprendomi la mente su un mondo di energia e determinazione.”
Capisce di aver sottovalutato l’universo africano per troppo tempo. Un mondo ricco di potenziale e opportunità, un continente da troppo tempo limitato dagli stereotipi di povertà, guerra e malattie. Rientrato in Italia, si laurea in Relazioni Internazionali, poi si specializza in Studi dell’Africa e dell’Asia a Pavia. Lavora come consulente per aziende e imprese, mantenendo stretti contatti con il Kenya anche in ambito sportivo. L’Africa lo richiama, e per quattro anni vive di spola tra l’oriente e l’occidente: Ghana, Costa d’Avorio, Sierra Leone, Uganda, Etiopia, Ruanda.
Il 2017 è l’anno della svolta: decide di mettere a frutto tutte le esperienze maturate e crea Vado in Africa: “Una rete di imprenditori, creativi e professionisti desiderosi di sviluppare relazioni di mutuo vantaggio in un’ottica di rispetto reciproco, condivisione e dialogo.”
Il genio di Martino l’ha portato a dar vita a qualcosa di mai visto prima in Italia. In un paese come il nostro, in cui regna tanta ignoranza e poco desiderio di conoscere, una realtà come Vado In Africa spalanca la porta sul meraviglioso continente africano. Crea l’opportunità di fare impresa con dei paesi dati per spacciati, dove invece la luce della speranza è viva e brillante.
“[Quello africano è] un universo di cui, in Italia, si parla poco o nulla con l’eccezione della recente ossessione mediatica per i “migranti”. Non mi stupisce affatto che stereotipi vecchi di quattro secoli stiano così emergendo tutti d’un colpo evidenziando i nervi scoperti europei (e in particolare italiani) nella relazione con l’altro, simbolicamente rappresentato dall’africano.”
Martino Ghielmi

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